I dati sulla speranza di vita premiano Treviso e Lecco, prime in Italia secondo l’indicatore elaborato dal Sole 24 Ore su base Istat.
La città più longeva d’Italia? A guardare i numeri, il primato porta al Nord. Più precisamente a Treviso, che nella classifica della speranza di vita alla nascita risulta al primo posto tra le province italiane, con un valore di 84,9 anni. Lo stesso dato viene registrato anche da Lecco, che condivide il primato nazionale. La media italiana, nello stesso indicatore, si ferma invece a 83,45 anni.
Va fatta però una precisazione importante: quando si parla di “città più longeva”, il dato non riguarda soltanto il singolo Comune, ma il territorio provinciale. L’indicatore misura infatti quanti anni, in media, può aspettarsi di vivere una persona alla nascita in quel contesto territoriale, sulla base delle condizioni di mortalità osservate.
Il risultato conferma un quadro già noto: l’Italia resta uno dei Paesi più longevi, ma non tutti i territori viaggiano alla stessa velocità. Secondo l’Istat, nel 2024 la speranza di vita alla nascita per la popolazione residente è pari a 83,4 anni, con valori di 81,4 anni per gli uomini e 85,5 anni per le donne.

Perché Treviso è tra i territori dove si vive più a lungo
Il primato di Treviso non va letto come il risultato di un singolo fattore miracoloso. La longevità dipende da un insieme di elementi: qualità dei servizi sanitari, stili di vita, condizioni ambientali, reddito, prevenzione, alimentazione, rete sociale e possibilità di restare attivi con l’avanzare dell’età.
La classifica del Sole 24 Ore utilizza dati Istat aggiornati al 2024 e colloca Treviso e Lecco in cima per speranza di vita alla nascita, entrambe a 84,9 anni. Subito dietro compaiono territori come Monza e Brianza, Milano, Trento e Firenze, tutti con valori superiori alla media nazionale.
Il dato racconta anche un divario territoriale. L’Istat segnala che nel Nord la speranza di vita è più alta rispetto al Mezzogiorno: nel 2024 arriva a 82,1 anni per gli uomini e 86,0 per le donne, mentre nel Sud i valori scendono a 80,3 anni per gli uomini e 84,6 per le donne.
Longevità non significa solo vivere di più
Vivere a lungo, però, non basta. Il tema decisivo è vivere meglio, con più anni in buona salute e con una maggiore autonomia. Per questo la longevità viene sempre più collegata non solo alla durata della vita, ma anche alla qualità dell’invecchiamento.
Il dato sui centenari mostra infatti un’altra faccia del fenomeno. Secondo l’Istat, al 1° gennaio 2025 la maggiore concentrazione relativa di centenari si registra in Molise, mentre tra le province spicca Isernia, seguita da Nuoro, Siena e Gorizia. Questo significa che la “longevità” può cambiare volto a seconda dell’indicatore scelto: speranza di vita alla nascita, presenza di centenari o qualità della vita degli anziani non misurano esattamente la stessa cosa.
Per questo Treviso può essere indicata come uno dei territori più longevi d’Italia secondo la speranza di vita alla nascita, ma il quadro generale resta più ampio. I numeri dicono che qui si può vivere a lungo, ma la vera sfida è trasformare quegli anni in tempo di qualità: prevenzione, movimento, alimentazione equilibrata, servizi accessibili e relazioni sociali restano i fattori che fanno davvero la differenza.